Diplodoco e allosauro

Una migrazione di dinosauri dal Wyoming in Europa

Una coppia improbabile quella composta da Diplodoco e Allosauro. Nemici per natura, da quanto si può apprendere studiando questo mondo così antico ed affascinante. In questa particolare foto, ho voluto ricreare una possibile situazione di attacco e difesa da parte dei due dinosauri. Un’atmosfera che possiamo solamente immaginare e che ad oggi viene comunque ricreata in natura. Il Diplodoco è un maestoso esemplare tra le specie di Sauropodi appartenente al Giurassico Superiore (era Kimmeridgian) e rinvenuto nel Wyoming settentrionale. Alto tre metri e lungo dodici, è stato finemente ricostruito da un team di esperti paleontologi che hanno riproposto una posizione d’allerta a causa di un imminente attacco.Diplodoco e allosauro

Sorte analoga anche al rarissimo esemplare di allosauro, qui in modalità d’attacco e lungo circa tre metri e ottanta. Il suo nome viene dal greco antico e tradotto letteralmente è “rettile diverso” (sauro-allos). Questo nome gli fu affibbiato nel lontano 1877 da Othniel Marsh. In breve tempo è riuscito ad entrare nell’immaginario collettivo, già dai tempi di Sir Arthur Conan Doyle fino ad arrivare ai giorni nostri con il terzo capitolo della saga di Jurassic Park. Molti paleontologi concordano sul fatto che l’allosauro fosse un predatore capace però di cooperare con il branco per procacciare cibo. Un esemplare come questo, decisamente molto piccolo, è assai raro da poter rinvenire.

Diplodoco e allosauro

Luca Cableri: “Vi porto la Luna!”

Luigi Pizzimenti assieme a Luca Cableri della galleria Theatrum Mundi presentano la tappa ad Arezzo del tour “Ti porto la luna 2017“.

Quando si parla di luna si scatena l’immaginario…le vecchie riprese tv, le foto sui libri, le ricerche in biblioteca hanno fatto in qualche modo fantasticare tutti, ma mai avete potuto vedere dal vero un pezzo di Luna.

Nella  galleria Theatrum Mundi di Arezzo venerdi 9 giugno alle ore 19,30 una roccia lunare sarà davanti ai vostri occhi !  All’interno di questa galleria dove tra le pareti di antiche librerie sono in mostra oggetti straordinari, dal vero dinosauro paleontologico alla tuta spaziale, Luca Cableri presenterà la roccia lunare presa in prestito dalla Nasa e che sarà commentata da Luigi Pizzimenti che si occupa del racconto straordinario di questo eccezionale elemento lunare, un vero libro aperto per vedere e sognare lo spazio

https://luigipizzimenti.blogspot.it/2017/02/ti-porto-la-luna-2017-tour.html

 

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Luca Cableri | La Gazette Drouot

LUCA CABLERI

Luca Cableri

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Luca Cableri: “Vi racconto la mia stanza delle Meraviglie”

Theatrum Mundi. Il teatro del mondo. Termine perfetto. Termine che rende totale giustizia al concetto. Al suo concetto.

Il concetto di una vita (la sua), scelta, dedita, amata, circondata e votata al bello; dall’oggetto nella sua assoluta bellezza. Quell’oggetto-(i) bello-(i) che come lui stesso afferma, ti può davvero rendere tutto migliore, la vita, raffinatamente e (con tanta bellezza) “sfacciatamente” migliore….

Luca Cableri è gallerista. E da 20 anni ha fatto sua, la fantastica filosofia dello scoprire, fotografare, filmare oggetti curiosi, unici, meravigliosi…. in giro per il mondo, raccogliendoli, amandoli, collezionandoli.

Ad Arezzo , il suo “spazio-galleria-polo d’attrazione” per chi ama l’arte in “toto”, si chiama Theatrum Mundi (http://tmundi.com/). E possiamo definirlo anche uno scrigno d’arte o più semplicemente luogo magico, o magari forse museo o uno spazio atipico di collezionismo. Insomma Cableri ha creato e ideato decisamente una “Camera delle Meraviglie” o meglio una Wunderkammer attualizzandola al XXI secolo.

“Sono stato sempre innamorato delle Wunderkammern e del loro concetto, quindi ogni volta che visito una mostra, una fiera, un museo o semplicemente cammino per strada, il mio primo pensiero è notare quello che è fuori dall’ordinario, l’inusuale, il bizzarro; è più forte di me non riesco a farne a meno…”

Ecco allora il sarcofago egizio, le uova fossili, le tute spaziali e molto altro, far parte di un contenitore-stanza-meta di oggetti preziosi che fanno davvero l’arte e raccontano la storia. Uno spazio espositivo che riunisce oggetti e curiosità insolite di tutti i tempi e luoghi. Un viaggio che parte dall’antico Egitto di Ramses II e raggiunge la più moderna Pop-Art di Andy Warhol, la più contemporanea cinematografia con il manichino originale del film I Robot, attraverso alcuni excursus straordinari come quello spaziale con la tuta del cosmonauta Strekalov fino ad arrivare alla forchetta da cannibale delle isole Fiji.

Lo spazio di Cableri è pensato come location d’arte dinamica e funzionale ad eventi ed happenings e occupa una superficie di circa 180 metri quadrati nel centro storico di Arezzo. Il set design della galleria è stato curato dal noto architetto Roberto Baciocchi che negli ultimi trent’anni, ha curato il design che contraddistingue e rappresenta il marchio Prada nelle boutique di tutto il mondo. La galleria è aperta tutti i giorni, su appuntamento, e tutti i pezzi sono in vendita. Ho incontrato Luca Cableri questa settimana per Focus On per parlare del progetto e del suo lavoro.

Luca facciamo per un attimo un passo indietro. Mi racconta come nasce il suo amore, passione e dedizione straordinaria per l’arte a tutto tondo? Ripercorriamo assieme il suo percorso che poi ha portato alla nascita con successo della sua galleria ad Arezzo Theatrum Mundi? Da sempre…Ho la passione per “l’arte” sin da piccolo, sono attratto dalle belle forme e dai colori. Così ho iniziato a collezionare conchiglie che considero dei capolavori. Crescendo, la passione si è fatta sempre più forte ed ho cominciato a visitare i musei, ad ammirare mostre, leggere cataloghi e libri, partecipare a mostre marcato, aste, convegni ed eventi del mondo dell’arte e non solo. Per anni ho indagato le culture dei popoli del mondo e in ogni esibizione ho sempre cercato l’oggetto più affascinante, quello più strano, meraviglioso. Così, dopo molti anni, mi sono ritrovato con una raccolta di oggetti davvero speciale e ho deciso di aprire Theatrum Mundi.

Perché Theatrum Mundi? Qual è il teatro del mondo al quale tutti noi dovremmo puntare? Cercavo un nome che rappresentasse la mia idea di wunderkammer e penso che il termine “teatro del mondo” renda giustizia al mio concetto. Tutti noi dovremo puntare, a seconda delle nostre possibilità, a contornarci di oggetti belli che possono aiutarci a stare meglio.

Lei ha inaugurato da pochissimo all’interno della galleria una Wunderkammer ovvero quasi una stanza dei sogni, uno spazio fantastico dove sono esposti dei pezzi d’arte straordinari. Mi racconta perché questa scelta, com’è nata? L’ispirazione nasce dai volumi di Athanasius Kircher, studioso gesuita che nel corso del ‘600 raccolse presso il Collegio Romano degli incredibili oggetti provenienti da tutte la parti del mondo. Il suo scopo era meravigliare i visitatori, io cerco di fare lo stesso anche se più modestamente.

Con quale criterio scegli i pezzi da esporre? Tengo conto della rarità, provenienza, epoca e stato di conservazione. Cerco qualcosa di “unico” che possa far emozionare o meravigliare, un oggetto che faccia parlare di sè.

Oggi stiamo attraversando un periodo molto complicato a livello mondiale. Dovendo fare un’analisi del mercato dell’arte in questo momento, qual è la sua opinione in merito? Il periodo è molto difficile e complicato ma c’è sempre qualcuno che ama il bello e lo stravagante. Il nostro problema non è la ricerca di nuovi compratori ma l’approvvigionamento di materiale che soddisfi i nostri canoni di unicità; le nazioni a cui noi ci rivolgiamo maggiormente sono la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti e i nuovi paesi emergenti. Qualche piccolo segno di ripresa viene anche dall’Italia.

L’arte per lei è oggi è business… Ma riesce ancora oggi che è un affermato gallerista a vederla anche come relax e non più solo come impegno? Per me non è mai stato uno sforzo o un impegno. Io amo il mio lavoro e lo faccio con grande passione: cercare e studiare gli oggetti mi affascina e diverte. Inoltre i miei clienti sono diventati degli ottimi interlocutori con cui disquisire di opere d’arte.

Se dovesse dare un consiglio ad una cliente che decide di investire per la prima volta, in un pezzo d’arte per la propria casa … in che direzione le direbbe di andare? Prima di tutto comprare solo quello che piace. E’ una regola molto semplice ma che in tanti dimenticano… L’investimento dev’essere sempre proporzionato alle proprie possibilità ma, ancor prima di acquistare, è necessario sempre informarsi attentamente. E’ fondamentale leggere e approfondire. Il mio suggerimento personale è di non acquistare oggetti “troppo” restaurati e controllare sempre l’origine: una buona provenienza, correlata alla rarità e alla bellezza dell’oggetto, è una grande garanzia.

Quali sono i suoi prossimi progetti? Nel 2017 faremo un’esposizione sulle meraviglie del mondo naturale, saranno presenti diversi campioni di dinosauri e non solo. Nel 2019 invece sarà la volta della luna per festeggiare il cinquantesimo anniversario della sua conquista (1969).

Che rapporto ha invece con la moda? Se dovesse definire il suo stile in tre parole, quali sarebbero? Non sono un tipo alla moda anche se ne sono attratto. Adoro i colori forti e gli accostamenti un po’ azzardati. Se proprio dovessi definire il mio stile direi dandy.

Quali sono secondo lei quali sono due o tre artisti che meritano attenzione? Nel campo della moda mi piacciono molto Vivienne Westwood per i suoi abiti stravaganti e Prada per il suo impegno con la sua fondazione per contribuire allo sviluppo e diffusione dell’arte e della cultura.

Come si rilassa Luca Cableri quando “stacca la spina” dal lavoro? Che cosa le piace fare? Amo il mare e in particolare la barca a vela. Esco per ore in mare aperto e mi lascio rapire dal rumore delle onde e dal calore del sole. Inoltre ho la fortuna di avere una moglie speciale e due splendide bambine che rendono la mia vita un piacere unico.

 

Fonte:
http://www.fashiontimes.it/2016/05/luca-cableri-vi-racconto-la-mia-stanza-delle-meraviglie/

Vanity Fair - Luca Cableri

Luca Cableri su Vanity Fair

Vanity Fair - Luca Cableri